I romani non vanno in centro per fare shopping
L’indagine di Confcommercio Roma, realizzata con Format Research, rivela che solo il 37% dei cittadini ha acquistato in Centro nell’ultimo anno: pesano traffico, parcheggi insufficienti e una crescente preferenza per online e centri commerciali.
Il centro storico di Roma perde progressivamente la sua attrattività commerciale. È quanto emerge dall’indagine sui comportamenti d’acquisto condotta da Confcommercio Roma con la collaborazione di Format Research su un campione di mille cittadini: solo 373 persone, pari al 37%, hanno effettuato almeno un acquisto non alimentare in Centro nell’ultimo anno. Il dato più significativo, però, è speculare: il 63% dei romani non ci va più, complici accessibilità ridotta e disincentivi logistici ormai cronici.
I motivi della rinuncia sono chiari: il 73% indica la scarsità dei parcheggi e il costo elevato, mentre il 64% segnala il traffico come principale deterrente. Seguono il degrado urbano (36%), l’inefficienza dei mezzi pubblici (30%) e un’offerta commerciale percepita come poco qualificata (24%). Anche i consumatori con reddito più alto evidenziano criticità ulteriori, come la mancanza di iniziative culturali (6%), elemento che conferma come la visita al Centro venga vissuta sempre più come un’esperienza complessiva e non solo come un atto di acquisto.
Il profilo dei clienti
Il profilo dei clienti che ancora frequentano le vie storiche è caratterizzato da una prevalenza di residenti a Roma Nord e, in misura minore, Roma Est. A spingerli verso il Tridente sono soprattutto i marchi esclusivi di gioielli e abbigliamento, prodotti che oltre il 40% dichiara di trovare solo in questa area. Più marginali, intorno al 16%, gli acquisti di elettronica e cura della persona.
La concorrenza più forte arriva da online e centri commerciali, che intercettano il 65% degli acquisti più costosi. Non è una questione di prezzi: il 92% degli intervistati non ha scelto il Centro per l’acquisto di maggior valore a causa della scarsa accessibilità, mentre il 26% afferma di aver trovato lo stesso prodotto altrove a un costo inferiore. Il 17% ha optato per un negozio di prossimità nel proprio quartiere.
Nonostante la flessione generale, un segnale incoraggiante arriva dalle fasce medio-alte: il 70% di chi dispone di maggior capacità di spesa dichiara di frequentare il Centro spesso o almeno occasionalmente. Tuttavia, rispetto al periodo pre-pandemico, la frequenza è diminuita per il 32% dei consumatori e aumentata solo per il 9%.




