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29 settembre 2026

Debito sovrano, finanza non bancaria e rischi di mercato

Punti chiave – Debito pubblico elevato, istituzioni finanziarie non bancarie e rischio di disfunzioni del mercato (di Mathias Drehmann e Sonya Zhou bollettino BIS 136 )

  • I livelli del debito pubblico prossimi ai massimi storici e il ruolo crescente degli istituti non bancari hanno rimodellato i mercati del debito pubblico negli ultimi anni.
  • Si prevede che gli elevati livelli di debito del settore pubblico peggioreranno in generale le future condizioni di liquidità del mercato del debito pubblico, anche aumentando il rischio di disfunzioni del mercato.
  • Una presenza significativa di istituzioni finanziarie non bancarie accresce il rischio di disfunzioni del mercato, ma al contempo rende più probabili condizioni di liquidità molto favorevoli.

Mutamenti strutturali

A livello globale, negli ultimi anni i mercati del debito sovrano sono stati profondamente ridefiniti da due mutamenti strutturali di rilievo che ne hanno condizionato il funzionamento.

In primo luogo, il debito pubblico è cresciuto a ritmi sostenuti all’indomani della grande crisi finanziaria (GFC) e della pandemia da Covid-19, attestandosi ormai in molte economie avanzate su livelli prossimi ai massimi del secondo dopoguerra.

In secondo luogo, le istituzioni finanziarie non bancarie (IFNB) hanno assunto un ruolo ancor più rilevante quali detentrici di titoli di Stato. Parallelamente, si è registrata una maggiore frequenza di episodi di disfunzionalità del mercato, come attestato dalla corsa alla liquidità (dash for cash) all’esordio della crisi pandemica o dalle tensioni connesse alle strategie di investimento basate sulle passività (liability-driven investment, LDI) nel Regno Unito nel 2022.

Impatto dei livelli di debito sovrano e dell’operatività delle IFNB

Nel presente Bollettino si valuta l’impatto dei livelli di debito sovrano e dell’operatività delle IFNB sul funzionamento dei mercati dei titoli di Stato.

A fronte della limitata disponibilità di dati, l’analisi si concentra sugli Stati Uniti, avvalendosi di un indicatore sintetico delle condizioni del mercato dei Treasury statunitensi (market conditions indicator, MCI).

Si evidenzia come il livello del debito pubblico e la rilevanza sistemica delle IFNB nei mercati del debito sovrano — misurata dalla quota di titoli di Stato detenuta da fondi del mercato monetario, fondi di investimento, fondi pensione e compagnie assicurative — incidano in misura statisticamente significativa sulla distribuzione previsionale a tre mesi dell’MCI.

Se da un lato un livello elevato di debito sovrano tende a deteriorare in termini generali le condizioni attese di liquidità futura, dall’altro una marcata presenza delle IFNB amplia lo spettro dei possibili scenari: essa non solo accentua il rischio di disfunzioni di mercato, ma aumenta altresì la probabilità di riscontrare condizioni di liquidità favorevoli.

Tale evidenza empirica corrobora la tesi secondo cui le IFNB possono favorire la liquidità nelle fasi congiunturali positive, rivelandosi tuttavia deleterie in contesti avversi, allorché agiscono come amplificatori di shock.

(BIS – Immagine ritoccata con AI)

 

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